5 storie da leggere dopo aver visto Brand New Day

5 storie da leggere dopo aver visto Brand New Day

Alessio Vissani Scrittore
16 Settembre 2026 13

Spider-Man nasce nel 1962.

Potete immaginare quante storie sono state ideate, scritte e realizzate in questi 64 anni?

Storie più o meno riuscite, storie significative e fondamentali per comprendere al meglio la psicologia del nostro arrampicamuri, ecco perché consigliare cinque semplici avventure è forse il compito più arduo per la Society e un articolo di questo tipo non ha la pretesa di essere il vademecum perfetto per leggere Spider-Man, ma un bel punto di inizio su alcune avventure che riteniamo interessanti anche e soprattutto per tutti coloro che hanno da poco visto il nuovo capitolo Spider-Man Brand New Day.

Questo sarà uno dei tanti approfondimenti che tratteranno la controparte fumettistica del nostro sparagnatele, con focus dedicati magari anche solo ad una storia o run, o disegnatore perché no, l’importante è dare spazio alle avventure cartacee del nostro amichevole Spider-Man di Quartiere.

Quindi per tutti coloro che sono assetati di curiosità, appena usciti da Brand New Day, con quella classica situazione che frulla nella testa del tipo “basta vado in fumetteria e compro qualsiasi cosa sia dedicata a Spider-Man” vi consigliamo cinque grandi storie che vi faranno amare ancor di più il nostro super eroe preferito, ovviamente storie condivise e garantite da noi membri della Spider Society Italia.

Spider-Man Blu

Nel 2002 la Marvel decide di realizzare un’operazione multicolor dove ogni suo personaggio iconico aveva un colore predefinito (Daredevil: Giallo, Hulk: Grigio e Captain America: Bianco), colore che poi non avrebbe identificato magari un dettaglio grafico o iconografico del costume, ma che avrebbe scavato più internamente. Quindi per Spider-Man si decise di donargli il blu che è vero che richiama il colore del costume, ma è più vicino al termine jazz/blues che indica la sensazione di malinconia e tristezza (feeling blue). Definito da tutti un vero e proprio capolavoro intimista a cura della coppia d’oro Jeph Loeb (ai testi) e Tim Sale (ai disegni).

La storia si svolge nel giorno di San Valentino. Un Peter Parker ormai adulto sale in soffitta con un vecchio registratore per incisioni vocali e inizia a parlare a Gwen Stacy, il suo primo grande e tragico amore, tutti sappiamo come è andata a finire e il dolore che ha portato quel mancato salvataggio da parte di Spidey. Un dolore che probabilmente insieme a quello della perdita dello zio Ben ha formato in tutto e per tutto il carattere di Parker nel bene e nel male.

Spider-Man Blu è una storia a cavallo tra il malinconico e il nostalgico, in quanto leggiamo di un Peter che ricorda i primi tempi della loro relazione, quando era uno studente universitario alle prese con i problemi di tutti i giorni, l’ingresso in scena della travolgente Mary Jane Watson e le prime epiche battaglie contro nemici storici come Goblin, Rhino, Lizard e Avvoltoio. Perché questa è forse la storia più straordinaria e toccante degli ultimi anni, perché analizza nel modo più profondo il grande conflitto di Peter e di Spider-Man, pietra fondante del suo background: il suo senso di colpa che ritorna sotto forma di malinconia. Questa storia può essere letta senza conoscerne altre in quanto non si tratta di un continuo di una particolare run, ma si tratta più che altro di una riflessione su quanto le persone che amiamo continuino a vivere nei nostri ricordi, anche quando non ci sono più, come nel caso di Gwen per Peter. Attraverso il Blu

Jeph Loeb scrive un Peter Parker estremamente vulnerabile, ancora di più rispetto al solito e il punto chiave non è sui superpoteri, ma sul peso delle scelte, sui rimpianti e sulla maturazione emotiva di un ragazzo qualunque costretto a crescere troppo in fretta con un dolore da affrontare più grande di lui.

Una storia perfetta per coloro che hanno apprezzato la parte emotiva di Brand New Day.

 

Back in Black

Back in Black (pubblicata nel 2007 e scritta dal celebre J. Michael Straczynski) è una delle saghe più cupe, viscerali e memorabili della storia moderna dell’Uomo Ragno. Non potevamo non citarla per chi ha visto la saga dello Spider-Man di Holland in quanto lo stesso Brand New Day nasce dal famoso incantesimo che ha resettato l’universo di Peter, realtà che esiste nei fumetti in una delle storie forse più drammatiche e nello stesso tempo indimenticabile de l’Uomo Ragno. In questa storia si accumunano due grandi eventi che abbiamo visto su No Way Home: l’identità di Peter svelata al mondo e un incantesimo che possa far dimenticare questo episodio. Tuttavia in Back to Black è tutto più drammatico e doloroso.

La storia si colloca subito dopo gli eventi devastanti di Civil War. Peter Parker ha rivelato al mondo la propria identità segreta per sostenere Tony Stark, per poi pentirsene e diventare un latitante a tutti gli effetti. Privato della protezione e in fuga, Peter vede la sua vita crollare pezzo dopo pezzo fino all’evento più funesto: un cecchino inviato da Kingpin spara per ucciderlo, ma colpisce invece la persona a lui più cara, Zia May, lasciandola in fin di vita e in coma all’ospedale. Sconvolto dalla rabbia e dal senso di colpa, Peter capisce che le “regole del gioco” sono cambiate e non c’è più spazio per l’amichevole Spider Man di quartiere. Tira fuori dall’armadio il suo costume nero (in questa storia è un costume di tessuto, non il simbionte alieno) per lanciare un segnale chiaro alla criminalità di New York: il ragno non c’è più ora c’è solo vendetta iniziando una spietata caccia all’uomo per trovare l’assassino e far pagare al mandante ogni singola goccia di sangue.

Ogni dialogo e tavola trasuda dolore e sofferenza con un ritmo forsennato e i problemi amplificato di Peter sposato con MJ, come trasportare la zia May in un ospedale sotto falso nome con gli ultimi risparmi della coppia. Ma è lo scontro iconico con Kingpin che determina il punto culminante della saga. Mai visto prima d’oro una tale violenza, quasi alla Fight Club il confronto brutale tra Spider-Man e Wilson Fisk nel carcere di Ryker’s Island è una delle scene più famose dei fumetti Marvel. Peter dimostra cosa succede quando smette di trattenere la sua sovrumana forza fisica e Fisk scopre a sue spese quanto sia spaventoso un Uomo Ragno privo di battute e guidato esclusivamente dalla vendetta. Tutto di fronte ad un pubblico non pagante come il carcere stesso.

Una storia dove Peter Parker è totalmente senza freni inibitori per la prima volta dopo anni. Chi leggerà questa run può vedere un Peter che minaccia, tortura e demolisce chiunque ostacoli la sua strada. La tensione emotiva è costante perché si percepisce quanto sia vicina la soglia oltre la quale non potrà più tornare indietro e non un caso che decide di intraprendere queste azioni con un costume nero (vedi Batman) non è solo un cambio d’abito estetico o un elemento nostalgico, ma un abito da lutto e una dichiarazione di guerra.

Il costume nero Indica visivamente che Spider-Man ha smesso di scherzare e per chi volesse addentrarsi sull’importanza dell’identità questa è la storia giusta.

 

One More Day

One More Day del 2007 è la diretta e controversa conclusione degli eventi di Back in Black. Scritta sempre da J. Michael Straczynski insieme all’allora editor Joe Quesada (che ne ha disegnato le tavole), è considerata una delle saghe più discusse, divisive e influenti della storia editoriale del personaggio proprio per le modalità di “reset” che ha sconvolto non pochi lettori.

La storia riprende esattamente da dove si chiudeva Back in Black: Zia May è in fin di vita in ospedale a causa del proiettile destinato a Peter, e la medicina tradizionale non può far nulla per salvarla. Disperato, Peter vaga per il mondo Marvel chiedendo aiuto ai più grandi geni e stregoni del pianeta — da Tony Stark a Dottor Strange — ma nessuno riesce a invertire il destino della donna. Proprio quando le speranze si azzerano, si palesa il demone Mefisto. Mefisto propone a Peter e Mary Jane un patto: salvare la vita di Zia May e far si che l’intero pianeta dimentichi la vera identità di Spider-Man (cancellando le conseguenze di Civil War). Il cambio, però, non chiede l’anima di Peter o come accade in No Way Home semplicemente un “lo faccia”, ma il matrimonio tra Peter e Mary Jane. Se accetteranno, la loro unione e il loro amore verranno letteralmente cancellati dal corso del tempo, come se non fossero mai stati sposati e ovviamente mai innamorati.

Qui c’è l’epica conclusione, che mette Peter alle strette con due delle sue più grandi certezze: May e Mary Jane. Il pubblico all’epoca non digerì questa storia proprio per il patto con un demone, che avrebbe annullare il matrimonio. Dai fan storici fu percepito come un’incoerenza caratteriale per Peter Parker, un eroe da sempre definito dal senso di responsabilità e dall’accettazione delle conseguenze delle proprie azioni, cosa che invece io reputo molto sensato per poter donare di nuovo una seconda chance all’Uomo Ragno di quartiere. Proprio come in No Way Home l’incantesimo riesce ed è irreversibile e nonostante tutto, One More Day è riuscito ad aprire le porte a un’era completamente nuova per la testata, con il ritorno di uno Spider-Man giovane, di nuovo segreto, alle prese con nuovi nemici e una vita sentimentale ripartita da zero.

Per chi volesse approfondire il vero incantesimo che ha resettato la vita di Spider Man, ma con un dramma molto più presente.

 

Marvels

Marvels (1994), scritta da Kurt Busiek e interamente dipinta da Alex Ross, è un capolavoro assoluto della storia del fumetto americano. È un’opera monumentale che ripercorre la nascita e la storia del l’Universo Marvel da una prospettiva del tutto inedita e profondamente umana.

La storia si svolge tra il 1939 e il 1973 ed è raccontata attraverso gli occhi e l’obiettivo fotografico di Phil Sheldon, un fotoreporter newyorkese qualunque. Phil assiste in prima persona all’emergere dei primi “Prodigi” (Marvels): dalla Torcia Umana originale e Namor durante la Seconda Guerra Mondiale, passando per l’esordio dei Fantastici Quattro, degli Avengers e degli X-Men negli anni ’60, fino ad arrivare a eventi cosmici come l’arrivo di Galactus o a tragedie intime come la morte di Gwen Stacy. Per la gente comune, questi esseri in costume non sono solo eroi: sono divinità capaci di proteggere il mondo o di distruggerlo in un secondo. Il fumetto esplora la meraviglia, la paura, il pregiudizio e il senso di impotenza degli umani normali di fronte a eventi su scala sovrumana.

Di base è vero non è un fumetto che parla solo di Spider-Man, ovviamente c’è il nostro Uomo Ragno, ma credo che sia l’opera più straordinaria che potrete leggere vista da un occhio veramente vicino a quello di un comune passante. Non seguiamo più le mosse dei supereroi dall’interno dei loro quartieri generali, ma dalla strada. Guardiamo in alto verso il cielo mentre un gigante d’oro come Galactus sovrasta i grattacieli di New York, percependo la stessa vertigine e il medesimo terrore della folla o dal basso quando un eroe come Spider-Man volteggia a tutta velocità tra le vie della città. Per quanto riguarda l’impatto visivo è un qualcosa di straordinario, che esula anche dalla parola fumetto: stiamo parlando di arte pura alle dipendenze del fumetto. Ogni singola tavola è dipinta ad olio o tempera e Ross usa dei modelli reali per dare forma ai personaggi, rendendo il costume di Captain America o le fiamme della Torcia Umana così tangibili da abbattere totalmente l’effetto wow. In conclusione la meraviglia di ogni racconto e ogni pagina rendono Marvels un’opera unica e forse irraggiungibile, una vera lettera d’amore alla Golden Age del fumetto americano, inserendo tre decenni di continuità narrativa, ma raccontandoli in un’unica epopea storica da un punto di vista mai raccontato prima.

Ogni fan della Marvel vorrebbe raccontare i propri eroi dal suo punto di vista: Marvels è tutto questo.

Saga del Ragno Totemico

Tornando a casa/Coming Home è scritto da J. Michael Straczynski ed è disegnato da John Romita Jr. nel 2001, ed è una delle pietre miliari moderne di Spider-Man in quanto va a scardinare le fondamenta della mitologia di Spidey, proponendo un’interpretazione affascinante e del tutto inedita.

Sin dall’inizio abbiamo saputo che Peter Parker ha ottenuto i suoi poteri perché un ragno è stato accidentalmente colpito da radiazioni in un laboratorio e questa saga ribalta la prospettiva ponendo una domanda molto delicata:

Il ragno ti ha trasmesso i poteri a causa delle radiazioni, o il ragno si è fatto radiare per trasmetterti le sue abilità prima di morire?

Peter in tutto ciò incontra un uomo misterioso di nome Ezekiel Sims, dotato dei suoi stessi identici poteri e lo stesso Ezekiel gli rivela che quello non è un semplice incidente di laboratorio, ma un Totem: un tramite mistico che lega il mondo umano a quello animale. Questa rivelazione attira un nemico spaventoso ed esoterico di nome Morlun, una sorta di vampiro energetico che viaggia tra le dimensioni per cacciare ed eliminare i Totem del Ragno e Peter si trova così costretto ad affrontare una minaccia che non si combatte con la semplice scienza, mettendo a dura prova ogni sua certezza e stabilità mentale.

La bellezza di questa storia è che non c’è nessun cambio di origini, ma Straczynski affianca alla mutazione scientifica una componente mistica che non si è mai palesata negli albi di Spider Man. Questo dualismo permettere di espandere l’universo del personaggio gettando le basi per tutto ciò che oggi conosciamo come Spider-Verse (Ragnoverso) e per la nascita di Morlun e degli Eredi. Qui poi abbiamo un Peter Parker intelligente e ironico come sempre, ma anche molto vulnerabile di fronte a dilemmi esistenziali profondi. È una gestione che dà enorme respiro anche alla sua vita privata, al suo lavoro come insegnante e al suo rapporto con zia May.

Magia ed esoterismo nelle pagine di Spidey e lo scontro fisico Peter e Morlun uno dei più brutali e drammatici mai disegnati nella storia della testata.

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